venerdì 4 aprile 2008
sabato 11 agosto 2007
Abuso di potere


Squadristi all'interno delle istituzioni periferiche dello Stato italiano.
Non se ne può più di alcuni prepotenti prevaricatori alloggiati nelle istituzioni periferiche d’Italia, che in violazione della legge fanno la loro fortuna e quella della loro casta.
L'agire di questi pitocchi del club istituzioni periferiche dello Stato, fanno venire in mente le frasi lanciate da Gesù ai falsi difensori della legge....ipocriti.... pulite l’esterno del bicchiere e lasciate sporco il suo interno…Serpenti….. razza di vipere….. Sepolcri imbiancati, invece di aiutare il popolo a portare i loro pesi, caricate sulle loro spalle pesi enormi, che voi non portereste mai.
Già da 7 anni guardia particolare giurata dipendente di I.V.
Nel 1994 accadeva: che l’Istituto vigilanza E, mi ordinava dopo le 7 ore di pattugliamento notturno di fare altre 4 ore di straordinario, spaventandomi per bocca dei colleghi ...o fai anche il servizio di scorta valori o non fai neanche le 7 ore ordinarie.
Le 4 ore supplementari da fare tutti i giorni erano da svolgersi su un furgone porta valori di un altro I. V. di Firenze con personale loro dipendente.
Decisi di segnalare il tutto all’Ispettorato del lavoro di Modena, per verificare se sussistevano intermedianza di manodopera, o altre irregolarità.
I fatti.
Il Club istituzioni periferiche dello Stato si attivarono ad usare i colleghi contro di me al fine di una denuncia.
E come voluto cosi avvenne: fu preso nei mie confronti un provvedimento amministrativo del Questore in ragione del fatto, che i miei colleghi mi avevano denunciato.
Ricevo notizie della segnalazione dell'Ispettorato del lavoro dopo un anno.
Con una lettera l'Ispettorato del Lavoro mi informa di aver adottato dei provvedimenti per superamento dell'orario di lavoro: invece in relazione all’interposizione di manodopera era emerso dai controlli, che una Circolare del Ministro dell’Interno del 1995 pareva permettere i movimenti segnalati.
Domandai all'Ispettorato del Lavoro una copia della Cir. Min: mi risposero di fare richiesta alla Prefettura ufficio licenze, poiché era stato lo stesso ufficio della prefettura ad avergli consegnato la Circ. Min.
Dopo aver ricevuto la Circ.Min. dalla prefettura: leggevo, che gli Istituti di Vigilanza solo in casi peculiari, con licenza per scorta valori e in autonomia era permesso svolgere i lavori di scorta valori stipulati da altri Istituti di Vigilanza, informando preventivamente il Questore per stabilire le modalità di esecuzione etc etc .
Presentai ricorso al Tribunale Amministrativo di Bologna , per Abuso di potere, violazione dell'Art. 7 L. 241/90per i 30 giorni di sospensione adottati dal Questore.
Ma i soci del Club istituzioni periferiche dello Stato in Questura di Modena viste le mie intenzioni: dall'estorsione passarono alla minaccia, invitandomi presso l’ufficio igiene mentale per visita psichiatrica con una lettera Racc.
Anche questa ulteriore azione meschina nei mie confronti non trovò la reazione da loro ricercata: ma al contrario la mia fu profondamente diversa da come l’attendevano.
Segnalavo nuovamente all’Ispettorato del Lavoro, che la circolare del ministro non modificava la legge , e che a mio avviso era la stessa circolare ministeriale a non essere osservata nei seguenti punti: 1) non c’erano ne informazioni ne disposizioni del Questore in merito; 2) i furgoni blindati impegnati per il servizio erano dell'Ist. di Vig.di Firenze; 3) la Cir. min. non ammetteva prestito di personale; 4) i casi di prestito del personale non erano peculiari, ma accadeva pure , che anche altri Istituti di Vigilanza di Modena prestavano giornalmente i loro dipendenti già da 7 anni dalle 10 alle 12 unità all’istituto di Firenze.
Perché il Questore invece di fare quello che andava fatto invece con prepotenza si scagliava contro chi chiedeva il rispetto della legge?
Domanda che subito girai alla Procura della Repubblica di Modena .
Ma anche in questo caso i soci del Club istituzioni periferiche dello stato all’interno della Procura della Repubblica di Modena depistavano, e nascondevano l’ estorsione e la minaccia in atto.
La denuncia dei colleghi fine a se stessa, e fatta a mio danno viene archiviata.
Nel 1997 venivano scritte le prime norme questurili, per le Guardie Giurate dipendenti di I.V e solo nel Luglio 1999 il nuovo Questore F. nell’art. 8 accoglieva le mie richieste e di altre Guardie Giurate: posticipando la sua applicazione alla data del 01.01.2000.
I motivi che fecero ritardare l'applicazione immediata dell’art. 8 erano: 1) dare tempo agli Istituti di Vigilanza per richiedere decreti per nuove guardie; 2) disporre pattuglie di zona stradale con 2 guardie a bordo esclusivamente per i servizi su allarmi e ispezioni all’interno degli edifici dalle ore 22.00 alle 06.00.
Con il sostegno di alcune guardie p. giurate e lavoratori di altre categorie, a novembre 1999 si costituisce il sindacato dei lavoratori europei riuniti e quale padre fondatore sono nominato segretario generale.
La LER da subito si attiva immediatamente per responsabilizzare le aziende al rispetto delle norme questurili e per la tutela della sicurezza dei lavoratori: ma purtroppo le problematiche sono rimaste stomachevolmente inalterate e continuano ancora oggi a condizionare negativamente la salute e la sicurezza delle Guardie P. Giurate.
I soci del club IPS si sono salvati il deretano nel 2000 condannando il titolare dell’ Istituto di V. ad un mese di reclusione con la garanzia di rinnovo della licenza di Vigilanza .
Il Questore F. viene chiamato nella Città di Palermo nei primi mesi del 2000
LA LIBERTA’ NON E’ UN PRIVILEGIO DI POCHI
Abuso di Potere:Sentenza TAR Emilia Romagna -Bologna N. 3311
SENTENZA n.3696/2004 DEL TAR DI BOLOGNA Attività di Guardia P. Giurata Autonoma
SENTENZA n.778 DEL TAR DI BOLOGNA Attività di Guardia P. Giurata Autonoma - ottemperanza
SENTENZA DEL TAR DI BOLOGNA attività di Guardia p. Giurata Autonoma n. 2408 del 16.10.2007
lunedì 30 luglio 2007
La mafia nelle pubbliche amministrazioni
Non si deve mai chiedere per favore, ciò che spetta per diritto.
Chi chiede il pizzo approfitta della paura della vittima e usa la minaccia per estorcere denaro.
Chi non ha paura del potere e combatte l'amministrazione mafiosa, merita rispetto e sostegno.
Oggi è considerato eroe dalla società civile il magistrato o l'agente della pubblica sicurezza, che combattendo la mafia perde la vita: invece al contrario se è un privato che si ribella all'amministrazione che non rispetta il diritto è un povero illuso.
La vera mafia per eccellenza da combattere è quella inserita nella pubblica amministrazione, che pur di determinare di volta in volta la sua permanenza nelle istituzioni repubblicane ricatta il cittadino e impone alla società la logica padronale dello stato.
Il rispetto della legge e la sua custodia è il dovere di una pubblica amministrazione in uno stato repubblicano, al contrario invece la stessa, sarebbe semplicemente una Cupula mafiosa e gli amministratori i Boss di turno.
Non fa altro che il suo dovere il cittadino incaricato dalle istituzione che combatte la mafia.
Invece il cittadino senza poteri istituzionali, che denuncia la mafia nella pubblica amministrazione, è l'autentico difensore della Repubblica e della democrazia.
La mafia per rimanere sempre al comando nella pubblica amministrazione e scoraggiare il cittadino dal reclamare una "legge uguale per tutti" : in modo infame si avvale anche delle forze di pubblica sicurezza.
Dove non ci sono diritti da rivendicare, amministratori e incaricati nella pubblica amministrazione osservanti del diritto, non c'è democrazia e libertà. -->